Polipropilene
Difficile da lavorare, ha obbligato le tecnologie Cristina a dare il meglio.
Nato come alternativa al PVC, ha subito conquistato i designer per le sue spiccate qualità innovative: molto versatile e declinabile in una stupefacente varietà di finiture.
Una delle principali problematiche che Cristina ha dovuto affrontare nella lavorazione della plastica trasparente, è la sua tendenza a dilatarsi in presenza del calore generato dalle macchine. Lasciar “riposare” i fogli stampati per alcuni giorni al fine di ridurre il rischio di dilatazione del materiale e conseguente fuori-registro della stampa, è uno degli accorgimenti più semplici adottati normalmente al nostro interno. Nel caso specifico del Polipropilene, particolarmente sensibile al calore, abbiamo introdotto in azienda nuove macchine fustellatrici a caldo, appositamente studiate per massimizzare le performances di piega raggiungibili con questo materiale. L’introduzione della colla a caldo, poi, ha eliminato i vecchi e costosi sistemi di chiusura delle confezioni in PP con bottoni o macchinosi incastri.
Caratteristiche tecniche
Lo svantaggio del Polipropilene sta nella sua scarsa trasparenza unita ad un aspetto biancastro. Al tatto si presenta come una plastica più morbida, a causa del suo inferiore peso specifico.
SCHEDA TECNICA
Spessori
Da 200 μm a 1 mm.
Tipologie
Crystal: la tipologia standard.
Satinato: effetto opalescente con superficie liscia.
Goffrato: effetto satinato ma superficie più ruvida al tatto.
Colorati in massa trasparenti: ovvero fogli già colorati.
Colorati in massa fluorescenti
Cannettato
Performance tecniche
Stampabilità: offset, serigrafia, impressione a caldo.
Fustellabilità: solo in piega a caldo e non in alta frequenza.
Incollabilità: solo con colla a caldo.
Macchinabilità: possibilità di utilizzo per il confezionamento automatico degli astucci.






